Le Campane Tibetane

December 21, 2015

Le Campane Tibetane hanno notevoli valenze sul piano meditativo e

terapeutco.

Tali campane sono all’apparenza poco più che ciotole di metallo per mangiare o cucinare, ma queste sembianze modeste nascondono un’anima di inimmaginabile ampiezza Si tratta infatti di strumenti musicali assai sofisticati, realizzati

artigianalmente e composti di una lega di 7 metalli diversi (tra cui anche argento e oro). Grazie a ciò il suono che producono è ricco di armonici, poiché ogni metallo vibra ad una diversa.

lunghezza d’onda, e quindi un’unica percussione produce un accordo di più note. La diversa grandezza e spessore fanno poi sì che ogni campana abbia il suo peculiare accordo, più grave o più acuto, maggiore o minore, su una tonalità o su un’altra.

Una volta percossa, la campana continua a vibrare a lungo, emanando attorno a sé flussi concentrici di onde sonore che si propagano anche a

all’interno del corpo, con piacevoli e benefici effetti sui vari organi e cellule. L’intensità della vibrazione è tale che anche a svariati metri di distanza è possibile avvertirne il risuonare nel corpo; tuttavia, per alcuni scopi terapeutici, le campane possono essere poggiate direttamente sul corpo della persona, in corrispondenza di particolari punti energetici, stimolandoli in modo ancora più energico.

Ovviamente pochi possono disporre di campane tibetane o essere in grado di eseguire il canto degli armonici, ma per avvalersi del potere meditativo e terapeutico dei suoni abbiamo tutti a disposizione quel meraviglioso strumento che è la nostra voce. Cantare dei mantra o delle semplici vocali è infatti un’esperienza altam

ente suggestiva, che rilassa a fondo e produce al contempo sensazioni di profonda armonia.

E non veniamo a dire che siamo stonati o che non abbiamo voce: è sufficiente cantare singole vocali come la A o semplici parole come OM o AMEN per ottenere validi risultati. Se ci vergognamo possiamo benissimo farlo da soli, chiusi nella nostra stanza, l’importante è farlo; ma dopo qualche giorno di pratica solitaria il coraggio cresce e potremmo magari aver voglia di invitare degli amici per cantare in coro: prepariamoci in questo caso ad avere piacevolissime sorprese, poiché accade immancabilmente un fatto curioso: se anche molti dei partecipanti - presi singolarmente - sono stonati, le loro voci, grazie allo spazio meditativo che si crea, tendono spontaneamente ad accordarsi, e il suono complessivo che ne risulta è perfettamente amonico, assai piacevole a sentirsi e sopratutto assai ricco di potenzialità terapeutiche per il corpo, per la psiche e per lo spirito. Magia della risonanza. 

 

 

 

 

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